“Il nostro era un amore legittimo e profondo”, il ricordo di Marielle Franco - Amnesty International Italia

“Il nostro era un amore legittimo e profondo”, il ricordo di Marielle Franco

13 settembre 2018

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Marielle è stata una compagna straordinaria, credo che il suo maggior contributo, oltre all’impegno in Parlamento, fosse quello di condividere la sua vita pubblicamente, non nascondere la nostra relazione, far vedere che era un amore legittimo, che era felice, che la nostra famiglia esisteva – Monica, compagna di Marielle

Monica Benìcio è stata la compagna di Marielle Franco, si conoscevano da quando avevano solo 14 anni. La loro relazione è stata la dimostrazione delle resistenza più tenace contro chi ancora non ammette rapporti tra lo stesso sesso in Brasile.

Marielle Franco è stata uccisa nel quartiere Estacio di Rio de Janeiro, un agglomerato di favelas dove vivono almeno 130mila persone, la notte tra il 14 e il 15 marzo. Nell’agguato ha perso la vita anche il suo autista mentre un addetto stampa è rimasto ferito.

Tutti i giorni [con Marielle] erano giorni per mobilitarsi. Erano giorni di resistenza perché dovevamo affermare quotidianamente che il nostro era un amore legittimo e che non avremmo smesso di amarci solo perché la gente non lo credeva tale“.

Il sostegno delle persone è stato grandissimo. Mi ha aiutata a proseguire con questa battaglia. È quello che mi fa alzare ogni mattina, che dà un senso alle mie giornate“.

Sapere che c’è una rete di solidarietà internazionale è la dimostrazione del fatto che qualcosa si sta muovendo, che stiamo ottenendo giustizia, stiamo facendo pressione per avere delle indagini, ma sopratutto stiamo lottando perché quello che è successo a Marielle non accada a nessun altro“.

Vogliamo una risposta.

Marielle aveva 38 anni quando è stata uccisa.

In prima linea nel denunciare gli abusi della polizia e le esecuzioni extragiudiziali, nel 2016 era stata eletta nel consiglio comunale di Rio de Janeiro.

Come membro della Commissione statale per i diritti umani di Rio de Janeiro, Marielle ha lavorato instancabilmente per difendere i diritti delle donne nere, dei giovani nelle favelas, delle persone Lgbti e di altre comunità emarginate.

Era stata relatrice per una commissione speciale che il consiglio comunale aveva creato per monitorare l’intervento federale in corso a Rio de Janeiro e la militarizzazione della sicurezza pubblica.

Il suo omicidio è un altro esempio dei pericoli che i difensori dei diritti umani devono affrontare in Brasile.

La visita della madre di Marielle in Italia e la nostra mobilitazione

Da quando Marielle Franco è stata uccisa, ci siamo mobilitati per fare luce sul suo omicidio e per assicurare i responsabili alla giustizia.

La nostra campagna per ottenere verità e giustizia per Marielle, solo in Italia, ha raccolto decine di migliaia di firme.

A inizio agosto abbiamo poi incontrato con la nostra sezione l’avvocata Marinete da Silva, mamma di Marielle, in visita in Italia per parlare dell’omicidio di sua figlia e del suo instancabile lavoro per la realizzazione dei diritti umani all’interno delle Favelas.

A Roma Marinete ha potuto incontrare il Papa in udienza privata, rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata del Brasile, la società civile italiana e le attiviste e gli attivisti di Amnesty.