Myanmar: l’esercito rade al suolo i villaggi dei rohingya - Amnesty International Italia

Myanmar: l’esercito rade al suolo i villaggi dei rohingya

13 marzo 2018

AFP/Getty Images

Tempo di lettura stimato: 3'

Dopo l’ondata di violenza che ha attraversato lo stato di Rakhine in Myanmar, e che ancora persiste con la campagna di pulizia etnica, ora è in atto un’appropriazione delle terre da parte dell’esercito e la costruzione di nuove basi destinate a ospitare quelle stesse forze di sicurezza che hanno commesso crimini contro l’umanità contro i rohingya.

Attraverso un report dettagliato in cui vengono illustrate le diverse zone militarizzare, denunciamo la presenza dei bulldozer che stanno radendo al suolo ciò che resta dei villaggi dei rohingya, dati alle fiamme mesi fa per far posto a nuove postazioni delle forze di sicurezza.

Attraverso testimonianze oculari e l’analisi delle immagini satellitari, stiamo rilevando come sui villaggi bruciati e sulle terre abbandonate si stiano realizzando nuove strade e strutture e ciò rende ancora più improbabile il ritorno dei rohingya.

Scarica ora il report completo

Il ritorno volontario e in condizioni di sicurezza e dignità dei rifugiati rohingya diventa una prospettiva ancora più lontana. Le loro case non ci sono più e le nuove costruzioni stanno rafforzando la discriminazione già disumanizzante che subivano in Myanmar“, ha dichiarato in una nota ufficiale Tirana Hassan, direttrice per la risposta alle crisi di Amnesty International.

I bulldozer rasano al suolo i villaggi

Dal 17 agosto 2017, le autorità di Myanmar hanno lanciato una crudele campagna per espellere i rohingya dalle loro terre e fare in modo che non posano più tornarvi.
Le nostre ricerche in loco hanno verificato che da gennaio i bulldozer hanno raso al suolo interi villaggi precedentemente dati alle fiamme, eliminando anche gli alberi e il resto della vegetazione: buona parte del paesaggio è irriconoscibile rispetto al passato.

Il passaggio dei bulldozer su interi villaggi è qualcosa di incredibilmente spaventoso. Le autorità di Myanmar stanno radendo al suolo anche le prove dei crimini contro l’umanità“.

Aiutaci a fermare ora la discriminazione dei rohingya

Firma

Nuove infrastrutture per le forze di sicurezza

Persino più preoccupante di ciò che è stato distrutto è ciò che viene costruito al suo posto.

Nello stato di Rakhine, le autorità di Myanmar hanno lanciato un’operazione per aumentare rapidamente il numero delle infrastrutture di sicurezza, tra cui basi per ospitare soldati e agenti della polizia di frontiera ed eliporti.

Il ritmo di queste costruzioni è allarmante.

Dalle immagini satellitari si vede come, nell’arco di pochi mesi, sulle terre bruciate dei rohingya siano state costruite nuove basi, per far spazio alle quali sono state eliminate anche le foreste circostanti.


Le immagini satellitari a confronto

Centri di transito e di accoglienza

Dalle immagini dal satellite si vede come i nuovi centri di accoglienza – destinati ai rohingya di ritorno dal Bangladesh – siano circondati da recinzioni e situati nei pressi di zone pesantemente militarizzate.
Vi sono forti motivi per temere che le autorità di Myanmar abbiano intenzione di trattenere per lungo tempo i rohingya in questi centri, privandoli in questo modo della loro libertà di movimento.

Testimoni oculari hanno riferito che sui terreni agricoli dove sorgevano i villaggi rohingya dati alle fiamme, sono stati edificati nuovi villaggi in cui vivono popolazioni di altri gruppi etnici.

puoi attivarti su