Omicidio Giulio Regeni: tutte le ultime notizie - Amnesty International Italia

Omicidio Giulio Regeni: tutte le ultime notizie

16 maggio 2018

Giulio Regeni

Tempo di lettura stimato: 5'

Sono trascorsi oltre due anni dalla scomparsa e dall’uccisione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano il cui corpo senza vita venne ritrovato alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016.

Abbiamo raccolto tutte le notizie aggiornate sulla morte di Giulio per chiedere, con ancora maggiore forza, Verità per Giulio.

Le ultime notizie aggiornate

17 maggio 2018 – Ahmad Abdallah rischia di essere arrestato.Il consulente legale della famiglia Regeni al Cairo non si sente al sicuro e si nasconde per il timore di essere arrestato dai servizi segreti egiziani. Ha trasmesso queste righe attraverso l’avvocata Alessandra Ballerini: “Sto correndo il rischio di essere arrestato a mia volta per attentato alla sicurezza dello stato.
Proprio coloro che dovrebbero investigare e fare luce sulla morte di Giulio, stanno arrestando quelli che davvero cercano di far emergere la verità. Vi sto parlando ora mentre mi nascondo dalle Forze di sicurezza dello Stato, dormo fuori da casa mia perché ho paura che facciano del male alla mia famiglia. Posso capire perché tutto questo ci sta accadendo: vogliono creare i presupposti affinché emerga la “verità” più conveniente per loro, ma non la reale verità nel caso di Giulio.Vogliono eliminare tutti i partner egiziani che lavorano per aiutare la Famiglia Regeni in modo che nessuno possa controllare la fondatezza o meno delle informazioni estrapolate dal procedimento giudiziario egiziano“.

14 maggio 2018Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, e Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia, iniziano lo sciopero della fame per chiedere la scarcerazione di Amal Fathy, attivista e moglie di Mohamed Lotfy, responsabile della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF), nonché legale e sostenitore dei Regeni al Cairo.

11 maggio 2018 – Arrestata al Cairo attivista sostenitrice della famiglia Regeni. Alle prime ore di venerdì 11 maggio, durante in un’incursione della polizia egiziana in casa, Amal Fathy viene presa in custodia e arrestata con due capi d’accusa:

  • Caso n. 7991 del 2018: trasmissione di un video su Facebook come mezzo pubblico per incitare a rovesciare il regime egiziano, pubblicazione del video contenente notizie false che danneggiano la pace pubblica. Uso improprio di internet.
  • Caso n. 621 del 2018 relativo alla sicurezza dello Stato: appartenenza a un’associazione terroristica, uso di internet per promuovere idee e convinzione che richiedono atti terroristici, diffusione di notizie false che danneggiano l’ordine pubblico e l’interesse nazionale.

3 febbraio 2018Due anni dal ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni. Con questa data si segna il secondo, triste, anniversario della morte del ricercatore. Dopo due anni, la famiglia, i cittadini e gli attivisti non hanno ancora avuto ##veritàpergiulioregeni

Sfoglia tutte le notizie sull’omicidio di Giulio Regeni

2018
2017
2016

Lo striscione giallo “Verità per Giulio Regeni” ha fatto il giro del mondo. Insieme a La Repubblica da febbraio 2016 abbiamo lanciato una campagna per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante “inchieste in corso” o peggio, per essere collocato nel passato da una “versione ufficiale” del governo del Cairo.

Sono passati oltre due anni dalla morte di Giulio ma ancora non si sono scoperti i mandanti e gli esecutori dell’omicidio di Giulio. L’ambasciatore Cantini si è insediato al Cairo il 14 settembre 2017, da allora pochi sono stati i passi in avanti nella ricerca della verità.

Cosa chiediamo

Alla luce delle ultime ricerche di Amnesty International, chiediamo misure per porre fine alle sparizioni forzate, ai maltrattamenti e alle torture in Egitto.

Chiediamo di istituire una commissione d’indagine indipendente, che conduca indagini su tutte le accuse di sparizioni forzate, maltrattamenti e torture ai danni di detenuti da parte dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, delle forze civili e militari di sicurezza, d’intelligence e di ogni altro genere.

Chiediamo che venga finalmente fatta luce sulla morte di Giulio. Chiediamo #veritàpergiulio

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Omicidio Giulio Regeni: i fatti del 2018

14 maggio 2018 – Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, e Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia, iniziano lo sciopero della fame per chiedere la scarcerazione di Amal Fathy, attivista e moglie di Mohamed Lotfy, responsabile della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF), nonché legale e sostenitore dei Regeni al Cairo.

11 maggio 2018 – Arrestata al Cairo attivista sostenitrice della famiglia Regeni. Alle prime ore di venerdì 11 maggio, durante in un’incursione in casa della polizia egiziana, Amal Fathy viene presa in custodia e arrestata con due capi d’accusa: terrorismo e utilizzo di internet per diffondere false ideologie e false notizie danneggiando la sicurezza del paese.

3 febbraio 2018 – Due anni dalla morte di Giulio Regeni. Con questa data si segna il secondo, triste, anniversario della morte del ricercatore. Dopo due anni, la famiglia, i cittadini e gli attivisti non hanno ancora avuto #veritàperGiulio.

25 gennaio 2018 – 2 anni senza Giulio. Giovedì 25 gennaio, alle 19.41, in decine di città italiane si sono accese migliaia di candele. Dopo due anni da quel 25 gennaio 2016 le autorità egiziane si ostinano ancora a non rivelare i nomi di chi ha ordinato, di chi ha eseguito, di chi ha coperto e ancora copre il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni. In tantissime piazze d’Italia attivisti di Amnesty e semplici cittadini si sono organizzati per manifestare in silenzio in ricordo di Giulio.

25 gennaio 2018 – Il videomessaggio dei genitori di Giulio. “Venticinque gennaio 2018, due anni senza Giulio. Un tempo enorme per avere risposte sul sequestro, tortura ed uccisione del nostro caro Giulio“. Con queste parole inizia il messaggio dei genitori di Giulio Regeni diffuso in occasione dell’anniversario della scomparsa al Cairo del ricercatore italiano.

10 gennaio 2018 – L’interrogatorio alla tutor di Cambridge. Il pm della Procura di Roma Sergio Colaiocco, insieme a dei funzionari di polizia italiani e britannici, interroga negli uffici dell’università di Cambridge la professoressa egiziana Maha Abdel Rahman, tutor di Giulio Regeni. Precedentemente la polizia britannica, su richiesta della procura di Roma, aveva perquisito la casa e l’ufficio di Rahman.

Omicidio Giulio Regeni: i fatti del 2017

25 gennaio 2017 – 365 giorni senza Giulio. Migliaia di persone in 24 città italiane scendono in piazza per ricordare la scomparsa di Giulio Regeni. Tra la manifestazione nazionale di Roma e le varie fiaccolate organizzate da Amnesty International Italia, tantissime persone scendono in piazza per il giovane ricercatore scomparso.

12 giugno 2017 – I legali dei Regeni mettono in mora la Procura egiziana. I legali dei Regeni mettono in mora la Procura egiziana, secondo l’Art. 77 del codice di procedura egiziano: la richiesta è l’accesso al fascicolo delle indagini, dopo mesi, ancora inesistente. La famiglia Regeni non ottiene neanche il numero del documento.

14 agosto 2017 – Si annuncia il ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo. La decisione viene presentata come frutto di una nuova intesa tra governo italiano ed egiziano per facilitare le indagini e con una promessa: la Procura egiziana invierà i video della metropolitana, ultimo luogo in cui Giulio viene visto prima della scomparsa.

5 settembre 2017 – La stretta del governo egiziano sui legali dei Regeni al Cairo. Il sito web dell’ECRF viene oscurato, l’Ong per la tutela dei diritti umani di cui fanno parte i legali dei Regeni al Cairo. Il 10 settembre Ibrahim Metwaly, che collabora con il team legale dei Regeni al Cairo, scompare in aeroporto. Metwaly viene arrestato per ordine dell’Egypt’s State Security Prosecution (SSP), il tribunale di sicurezza nazionale legato al ministero dell’Interno egiziano. Amnesty lancia l’appello per la scarcerazione.

14 settembre 2017 – L’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini torna al Cairo.

9 ottobre 2017 – Ibrahim Metwaly resta in carcere. Il fermo per Metwaly viene convalidato di ulteriori 15 giorni. I rinvii da allora si moltiplicano. Ibrahim Metwaly è tuttora in carcere.

13 ottobre 2017 – Nasce la scorta mediatica per Giulio Regeni. La Federazione nazionale della stampa italiana presenta la scorta mediatica per Giulio Regeni. La scorta ha il compito di proteggere Giulio Regeni da attacchi e offese alla sua storia, alla sua dignità, alla sua limpidezza di comportamento e d’intenti e di tutelare i suoi difensori da attacchi alla loro sicurezza e incolumità.

"L'ho riconosciuto dalla punta del naso, Giulio non era in guerra, faceva ricerca e l’hanno torturato".

Paola Deffendi, febbraio 2016

Omicidio Giulio Regeni: i fatti del 2016

25 gennaio 2016 – Giulio Regeni, 28 anni, scompare al Cairo. Il giovane ricercatore italiano viveva in Egitto dove stava svolgendo un dottorato di ricerca sui sindacati indipendenti egiziani per conto dell’università di Cambridge. L’ultima volta viene visto alla fermata della metro, doveva incontrarsi con un amico.

3 febbraio 2016 – Il cadavere di Giulio viene ritrovato alla periferia del Cairo. Il corpo del giovane ricercatore viene rinvenuto seminudo, con visibili segni di tortura in un fosso alla periferia del Cairo. La madre, Paola Deffendi, dirà: “l’ho riconosciuto dalla punta del naso, Giulio non era in guerra, faceva ricerca e l’hanno torturato”.

8 febbraio 2016 – Amnesty International Italia rilascia la prima dichiarazione ufficiale: “Esprimiamo profonda solidarietà ai familiari di Giulio Regeni. La Farnesina deve sollecitare il governo egiziano a chiarire al più presto le modalità di questo drammatico episodio“; Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

Aprile 2016 – L’ambasciatore italiano al Cairo rientra in Italia. L’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni richiama in Italia il nostro rappresentante diplomatico come forma di protesta verso la scarsa collaborazione egiziana nelle indagini sul caso della morte di Giulio.

24 aprile 2016 – La manifestazione degli attivisti a Milano. I partecipanti all’Assemblea generale e attivisti di Amnesty International Italia si incontrano in piazza della Scala, al centro di Milano, dove danno vita a una manifestazione per chiedere “Verità per Giulio Regeni”.

25 luglio 2016 – A sei mesi dalla scomparsa al Cairo, una mobilitazione per Giulio Regeni. I nostri attivisti insieme ad Antigone e alla Coalizione per le Libertà e i Diritti civili organizzano una mobilitazione in piazza della Rotonda, a Roma.

6 dicembre 2016 – L’incontro tra Pignatone il Procuratore generale egiziano. Il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, incontra il procuratore generale della Repubblica Araba d’Egitto, Nabil Ahmed Sadek. In quell’occasione, Sadek stringe la mano ai genitori di Giulio che aspettano ancora la copia del fascicolo e annuncia: “È cosa fatta“.

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